
di Alarico Mariani Marini
Passo dal giornalaio, prendo i giornali e mentre saluto mi dice: "Avvoca', però quella zingara che è uscita da San Paolo pe' compra' il latte al piccolo e non l'hanno fatta rientra', me sembra troppo".
A lui, infatti, sembrava troppo, anche se rispetto ai respingimenti indiscriminati, ai suicidi nelle carceri e agli sgomberi manu militari dei campi rom a Roma e a Milano, il caso della mamma "zingara" non era che un dettaglio.
La Scuola Superiore dell'Avvocatura del Consiglio Nazionale Forense, in collaborazione con la Facoltà Giuridica dell'Università di Padova ha ora stampato una raccolta dei principali documenti internazionali e sovranazionali che riconoscono e tutelano l'inviolabilità dei diritti umani e fondamentali della persona. Ciascuna Carta è preceduta da un commento introduttivo redatto da avvocati, magistrati e professori universitari.
Il volume è distribuito a tutti i giovani praticanti che frequentano le Scuole forensi promosse dagli Ordini degli avvocati, ma è auspicabile che la diffusione si estenda a cura degli ordini a tutti gli avvocati.
Perché ai giovani, e perché agli avvocati.
di Alarico Mariani Marini
Il Presidente della Corte dei Conti di nomina recente, nella cerimonia di insediamento svoltasi alla presenza di rappresentanti dei pubblici poteri impassibili e un po' annoiati, ha lanciato l'allarme per il dilagare nella società di fenomeni di corruzione e di dissipazione di denaro pubblico che gettano discredito sulle istituzioni, ed ha stigmatizzato l'anomala prassi della esclusione dal controllo della Corte di provvedimenti statali che comportano notevoli esborsi di pubblico denaro.
Non è questa la prima denuncia da parte del massimo organo di controllo sulla legalità e correttezza nella gestione delle risorse pubbliche, poiché si tratta di moniti e richiami ricorrenti nelle cerimonie di inaugurazione degli anni giudiziari.
Ma di anno in anno il livello di preoccupazione espresso dai magistrati contabili è crescente, e maggiormente giustificato dal fatto che ormai l'Italia è precipitata al 67° posto su 178 nazioni nella classifica mondiale della corruzione (fonte: Transparency International), dopo il Rwanda e prima della Georgia, in una posizione più vicina al fondo che ai primi posti della classifica.
Fin qui è un fenomeno ormai noto di progressivo degrado, come innumerevoli altri, al quale l'opinione pubblica sembra ormai incapace di reagire, ma le ricadute sulla collettività sono pesantissime.
In primo luogo è opinione concorde che la corruzione, che è di per sé intrinsecamente diffusiva, è anche favorita dal susseguirsi di deroghe normative, dal sistema delle opere pubbliche e dai limiti imposti alle intercettazioni e alla prescrizione, oltre ad abnormi e inique sanatorie. Ad esempio, è passato inosservato il provvedimento legislativo che ha consentito in anni recenti ai malversatori in danno di pubbliche amministrazioni condannati in primo grado al risarcimento del danno erariale, di definire la controversia in appello con il versamento del 20 o 30 per cento del danno accertato.
di Alarico Mariani Marini
Salvo rare eccezioni i congressi sono eventi che svaniscono rapidamente nella memoria. A volte, poi, rimuoverli ancor più rapidamente è anche salutare.
A questa massima di esperienza non si sottrarrà certo il recente congresso che gli avvocati italiani hanno tenuto a Genova, su una nave da crociera rimasta ormeggiata saldamente al porto, ed emblematicamente immobile per tutta la durata dei lavori.
La sola vera novità che si è registrata è stata il tema dei diritti umani e fondamentali che ha sollecitato le riflessioni di una platea per un breve e silenzioso intervallo.
A Genova, infatti, gli avvocati italiani hanno sollevato lo sguardo dalle angustie quotidiane della categoria, del processo, della giustizia e si sono fatti carico della responsabilità di promuovere e di difendere i diritti umani e fondamentali delle persone, della collettività, delle future generazioni, come è scritto nel preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
di Alarico Mariani Marini
E' persino banale constatare che l'Italia è oggi attraversata da una profonda crisi di legalità.
Non si tratta soltanto del fenomeno storico della criminalità organizzata, della corruzione nella amministrazione della cosa pubblica, della evanescenza dell'interesse pubblico in un sistema dell'economia e degli affari "consapevolmente non etico" secondo il noto giudizio del Nobel Amartya Sen.
In un clima che è stato definito di "imbarbarimento" politico e culturale della società è esplosa una crisi delle istituzioni e dei poteri pubblici che ha messo in discussione leggi, Costituzione, organismi di garanzia, magistratura, in una parola quel mondo del diritto nel quale abitano avvocati e giudici.
Rischiano così di cadere quelle già vacillanti idee di legalità e di giustizia che oggi non hanno più il solo riferimento nella tradizionale figura dello Stato legislativo, ma ancora stentano a identificarsi nel sistema del diritto e dei diritti che deriva dai principi, dalle fonti e dalle corti sovranazionali e internazionali.
Ignorata dai media e da un'opinione pubblica recintata in quei circuiti, alla fine dello scorso anno l'Unione Europea ha segnato una svolta storica con l'approvazione del Trattato di Lisbona e il riconoscimento giuridico dei principi, dei diritti e delle libertà della Carta di Nizza dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, e della Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo.
C.N.F. e Scuola Superiore dell'Avvocatura hanno registrato con grande soddisfazione il successo del Convegno tenutosi il 2 luglio su "La mediazione: Avvocato mediatore e Avvocato difensore. Informazione e formazione".
Il Convegno, svoltosi a Roma presso il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia a causa dell’enorme interesse suscitato (oltre 1600 iscrizioni) ha visto affluire da tutto il paese avvocati interessati a conoscere, in attesa del decreto ministeriale di attuazione del D.Lgs. 28/2010, i primi orientamenti interpretativi ed anche l’atteggiamento delle istituzioni forensi, chiamate ad essere protagoniste della riforma: numerosa infatti la presenza di Presidenti e Consiglieri degli Ordini territoriali.
Una funzione essenzialmente informativa che è stata svolta, dopo le introduzioni di Fabio Florio ed Alarico Mariani Marini, ed il saluto del Presidente Alpa, dalle relazioni della Prof.ssa Chiara Giovannucci Orlandi e dell’Avv. Ana Uzqueda, seguite dagli interventi sui diversi ruoli del professionista nell’ambito delle procedure di mediazione (consulente della parte prima della scelta di darvi inizio; suo assistente durante il procedimento; infine quale mediatore), svolti da Francesco Luiso, da Paola Ventura ed Angelo Santi.
Il momento più significativo, con un valore che ha superato quello della semplice informazione per introdurre elementi di vera e propria “formazione” dei partecipanti, quello pomeridiano della simulazione di una procedura, eseguita da membri dell’Associazione Equilibrio diretta dall’Avv. Uzqueda.