Sei qui:  Studio e Ricerca | Mediazione e Conciliazione | Materiali
Zoom OUTzoom          Zoom INzoom

Materiali


Seminario “Mediazione: l’avvocato nella procedura”

sabato 11 dicembre 2010

Seminario "Mediazione: l’avvocato nella procedura" organizzato a Roma sabato 11 dicembre da C.N.F. e Scuola Superiore dell’Avvocatura, in vista della prossima entrata in vigore della normativa di cui al Dlgs 28/2010.


relazione dell'evento

Successo oltre le attese per il Seminario "Mediazione: l’avvocato nella procedura" organizzato a Roma sabato 11 dicembre da C.N.F. e Scuola Superiore dell’Avvocatura, in vista della prossima entrata in vigore della normativa di cui al Dlgs 28/2010.

La giornata si è aperta con l’intervento delle istituzioni forensi.

Il Presidente del C.N.F. Prof.Alpa e il Cons. Florio, coordinatore della apposita commissione sulla mediazione, hanno ribadito una decisa presa di posizione a favore della mediazione come istituto che ha dato ottima prova di sé nelle pluriennali esperienze straniere, anche continentali, e che registra chiare indicazioni di origine comunitaria, come la Direttiva 52/2008 nel cui solco si è voluta iscrivere la normativa italiana; normativa la cui redazione non va davvero esente da critiche – dalla posizione dell’avvocato nella procedura, alle insufficienti qualifiche richieste per i mediatori – ma che dovrà essere comunque affrontata dagli avvocati italiani in tempi ristrettissimi.

Senz’altro un valido ausilio per superare alcune delle principali aporie della normativa sarà dato dal Regolamento-tipo di procedura che sarà prossimamente approvato dal C.N.F., e che intende costituire una griglia di riferimento diretta ad una omogeneizzazione interna al sistema forense di mediazione; regolamento una cui versione provvisoria è già consultabile su questo sito.

Proprio tale emergenza alle porte indica la necessità, secondo le istituzioni forensi, che gli Ordini si preparino a creare e gestire gli organi previsti dalla legge, curando contemporaneamente la formazione dell’avvocato che assisterà la parte nelle procedure di mediazione. Quest’ultimo in particolare  l’obiettivo del seminario, che ha voluto fornire le indicazioni di alcuni dei più noti esperti del settore per l’organizzazione sul territorio di analoghe iniziative.

La prima, e non solo in senso cronologico, di tali indicazioni è stata data dal Vice Presidente della Scuola Superiore, Avv.Mariani Marini. La funzione etica dell’avvocato nelle procedure conciliative è infatti un cardine della figura di un professionista che intenda cogliere le opportunità dell’istituto e declinare il proprio ruolo alla luce del principio di responsabilità sociale; nuovi problemi e nuove occasioni di riflessione si porranno, ad esempio, sotto il profilo deontologico, con  possibili integrazioni del Codice già allo studio.

Gli altri studiosi ed esperti hanno affrontato le principali  questioni poste dalla normativa.

Mentre il Prof.Dalfino ha trattato dei punti concernenti l’informativa che l’avvocato deve rendere al cliente, e la funzione ed il contenuto della proposta formulata dal mediatore, la Prof.ssa Pagni ha approfondito l’aspetto dell’intervento del legale nella redazione delle clausole di mediazione, della domanda, e della stessa proposta, sottolineando come i diversi problemi giuridici che si potranno porre richiedano per così dire  "naturalmente" l’assistenza di un avvocato.

Il Prof.Luiso ha esaminato in particolare le questioni dell’efficacia e della invalidità dell’accordo consacrato nel verbale, delle possibilità e modalità della sua eventuale trascrizione nei pubblici registri, e della circolazione europea,

E’ stata poi la volta di due colleghi forti di un’estesa esperienza pratica: così l’Avv. Santi ha ripercorso le fasi di una procedura tipica, richiamando un caso concreto a dimostrazione delle opportunità di raggiungere quel soddisfacimento di interessi sostanziali che solo questo istituto può consentire,  mentre l’Avv.Uzqueda ha tratteggiato le modalità con le quali il ricorso alla mediazione può (e deve) divenir parte della formazione professionale standard del legale, inteso come intervento che si esplica prima, durante  e dopo l’esperimento della procedura.

Due noti scienziati della psiche hanno quindi apportato il loro contributo, tanto più utile in quanto destinato a completare i tratti essenziali di una preparazione specifica che anche l’avvocato non può ignorare.

Lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro si è soffermato sul compito precipuo del mediatore di facilitare la comunicazione tra le parti - ciò che richiederà al giurista pratico di dotarsi delle necessarie competenze (sia come mediatore, sia come avvocato che assiste la parte) – indicando i principali profili nei quali tale attività può esplicarsi (ed i pericoli da evitare), così come alcuni importanti strumenti per allentare le tensioni che impediscono di cogliere una eventuale consonanza di interessi.

Rino Rumiati, psicologo cognitivo, ha intrattenuto l’uditorio sulle strategie della negoziazione, illustrando come alcune caratteristiche della percezione, e più in generale della mente, possano influire sulle scelte delle parti.

Le conclusioni del seminario sono state tratte dalla Prof.ssa Giovannucci Orlandi, che ha voluto richiamare l’avvocatura ad un atteggiamento realistico anche sul criticato profilo dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione nelle numerose materie indicate dal D.lgs. 28/2010, ricordando come un simile approccio "forzato" sia stato utilizzato – con risultati poi rivelatisi positivi – anche in numerosi altri ordinamenti, dove all’inizio simili perplessità erano state egualmente espresse.

Cliccando sull'allegato in calce si potranno consultare le relazioni fornite dagli autori.


 
download
Relazioni.pdf